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Avete dubbi, problemi, richieste di miglioramento? C'è qualcosa di poco chiaro nella Guida all'uso di Potest? (La avete letta, vero?...) Tra le future funzioni di Potest (vedi nella Guida l'Appendice «Prossimamente...») ce n'è qualcuna che vi pare più urgente? Desiderate che venga sviluppato un nuovo formato per le necessità vostre o della vostra istituzione? Volete semplicemente raccontare le vostre esperienze? Scrivete a potest@mondodomani.org o utilizzate il modulo alla fine della pagina per porre nuove domande. Grazie!

Perché dovrei occupare tempo ad imparare Potest? Preferisco andare alla spiaggia!
Saggia intenzione. Ma il pochissimo tempo che investirete ad imparare Potest ve ne farà poi risparmiare molto di più nel momento della scrittura e dell'impaginazione, e così avrete più tempo per andare alla spiaggia.
Devo consegnare i miei testi in formato Word: posso usare lo stesso Potest?
Certo: tra i formati di esportazione di Potest c'è anche il formato Word. Il risultato sarà anzi molto più ordinato e pulito di quello che otterreste scrivendo direttamente con un programma di videoscrittura, e in più durante la scrittura potrete usare un sistema più leggero, veloce e adattato alle necessità della scrittura umanistica (quando scoprirai alcune funzioni, ti chiederai come hai potuto finora fare senza).
Ho un documento in formato .doc / .docx / .rtf / .odt: come posso utilizzarlo in Po­test?
Se lo scopo è riutilizzarne una piccola parte e si ha il programma di videoscrittura per aprirlo, spesso la cosa più semplice è copiare e incollare. Tutta la formattazione sarà eliminata, ma in genere non è una gran perdita (le uniche cose da ristabilire saranno i corsivi e le note). Si faccia solo attenzione ad eliminare tutti gli eventuali caratteri Tab che dovessero esserci all’inizio dei capoversi, e a separare questi stessi con una riga bianca. Se invece si vuole trasformare l’intero documento senza perdere la formattazione, il comando File > Importa .docx o .tex fa esattamente questo e mette il risultato in una scheda nuova (anche con più file alla volta). A meno che nel documento originario siano stati usati accuratamente gli «stili», anche in questo caso si dovrà però aggiustare il risultato (è dunque una cattiva idea imparare le convenzioni Mark­down importando testi .docx e osservando che cosa ne viene!). Come dice il nome del comando, questa importazione si può però effettuare solo da documenti in formato .docx o .tex (più esattamente LaTeX). Se si ha un documento in formato .doc, .rtf o .odt lo si dovrà prima trasformare in .docx, con un programma di videoscrittura o con un servizio in rete: Online-convert http://document.online-convert.com/convert-to-docx, Docx2doc http://www.docx2doc.com/converters/-to-docx, Zamzar http://www.zamzar.com.
C'è una tabella riassuntiva delle convenzioni da utilizzare per indicare titoli, note ecc.?
Certo: con il comando Maiusc+F1 avrete esattamente questo. Il comando F1 vi mostrerà invece un riassunto dei comandi di Potest, e Ctrl+F1 le combinazioni di tasti per scrivere in greco, cirillico e IPA o introdurre caratteri latini speciali.
Alcune scorciatoie non mi funzionano. Come mai?
Evidentemente il vostro sistema operativo intercetta quella combinazione di tasti per darle un altro significato. Non c’è nessun modo per Po­test (anzi, per nessun programma) di accorgersene e rimediare da sé, o anche solo avvisare. In particolare: se usate un sistema GNU-Linux, è possibile che diverse combinazioni siano usate (senza che ve ne siate mai resi conto) dal gestore di finestre: nelle impostazioni del sistema operativo potete eliminare tutte quelle che non vi servono, per permettere a Po­test di utilizzarle. Avete comunque l’alternativa delle combinazioni Alt+[lettera], che il sistema operativo lascia sempre libere.
Perché mi compare continuamente un menù nel punto in cui scrivo?
Si tratta della funzione di completamento automatico. Dal terzo carattere in poi vengono mostrate in un piccolo menù le parole del documento attuale che hanno quello stesso inizio: se volete accettarne una di esse selezionatela con le frecce e battete il tasto Tab, altrimenti continuate a scrivere normalmente. Quando ci si abitua ciò può fare risparmiare parecchio tempo (specialmente per parole lunghe e complicate). Una funzione analoga è quella delle abbreviazioni: con Strumenti > Abbreviazioni potete definirle insieme con la loro espansione. Basta poi che scriviate l'abbreviazione e battiate il tasto Tab per avere la parola completa.
Come posso personalizzare Potest?
La funzione Strumenti > Preferenze (o in Linux e OSX Modifica > Preferenze) serve a questo. Si aprirà un documento in cui potete modificare una ventina di valori (tipo e dimensioni del carattere, schema di colore, lingua standard per il controllo ortografico e altre funzioni ecc.). Scegliete tutto ciò che è più comodo per voi e per i vostri occhi al momento della scrittura, perché i valori impostati non hanno nessun nesso con la forma grafica dell'impaginazione finale. Le scelte fatte diventano attive appena registrate il documento.
Come faccio a modificare il formato grafico finale?
I formati grafici predefiniti non sono fatti per essere modificati: prendere o lasciare. Peraltro, un formato grafico deriva dall’equilibrio delicato di cento cose differenti, e modificarne solo una il più delle volte porta ad un cattivo risultato. I formati predefiniti tra cui scegliere comunque aumenteranno in futuro e sarà anche previsto un sistema (relativamente) semplice per definire da zero nuovi formati. Se avete bisogno di un formato speciale per voi o la vostra istituzione, potrete richiedercelo e valuteremo la fattibilità.

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